
Immagine tratta da: SOPHIA – Danijel Žeželj
“Non sono nato su una linea di produzione speciale. Una di quelle dove nascono palloncini dorati, argentati o di colori speciali fuori palette. Dove nascono i palloncini su ordinazione, destinati a feste sfarzose con Vip e Dj-set. Dove, se sei davvero davvero fortunato, ti gonfiano di elio e ti liberano nel cielo, e diventerai un eroe dei palloncini, uno di quelli che ha conosciuto il vento e ha visto il mondo, uno di quelli che nessuno sa fin dove si è spinto o quanto in alto è riuscito a volare.
Io sono nato su una linea normale. Sono finito in una busta di plastica insieme ad altri 9 come me. E sono giallo, piatto, normale. Fondamentalmente ho il destino segnato: finirò in una festa di compleanno. Se sarò fortunato sarà una festa di piccole pesti urlanti e farò felice una di loro per qualche minuto. Mi congederò con uno scoppio improvviso, tra le risate e le urla festanti.
Ma potrei anche finire in una festa di trentenni, abbandonato in un angolo di una casa Ikea, simulacro delle feste di quando gli anni si contavano sulle dita delle mani. Rimarrò lì, dimenticato per giorni e raggrinzirò come una vecchia tartaruga in attesa di finire riciclato (spero). L’alternativa è esplodere, ustionato dalla sigaretta di un ospite ubriaco.”
🎈 E invece…
“La mia busta viene acquistata in un pomeriggio di luglio da una ragazza sui venticinque. Sembra allegra, molto allegra. Mai vista una così presa bene per una festa di compleanno, con 36 gradi all’ombra! Mette la busta in borsa e risale in una macchina piena di altre coetanee. Cantano tutto il tempo, mi piace, sembra gente allegra e simpatica.
Il sole tramonta e il gruppetto è finito in un parco a bere birrette. C’è un sacco di gente ma non si conoscono tra loro. Che strano posto. Non mi sembra un compleanno. Dove sarò finito? Che destino mi aspetta? Forse, in qualche modo, diventerò anche io un eroe. Racconteranno di me sulle linee di produzione: il palloncino che partecipò al più grande compleanno del mondo!”
🎈 Qualche ora dopo…
“Oddio, la busta si apre! Stanno prendendo me. Quello giallo! La ragazza avvicina le sue labbra e inizia a gonfiarmi dolcemente …birra rossa, decisamente birra rossa!”
“Cazzo. Siamo a un concerto! Siamo in mezzo a un sacco di persone e… quello è il palco!!!
Più vicino! Più lontano! Più in alto! Nel backstage! Sul palcooooo! Mamma mia che serata! Mamma mia che vita!
Esploderò di gioia? Volerò troppo in alto come Icaro e toccherò un riflettore? Sarò lacerato da un’unghia affilata? Non importa. Sono stato fortunato. Senza nessun merito ho vissuto una vita piena, sono volato in alto, sono stato rimbalzato da centinaia di mani diverse, ho ascoltato buona musica e ho visto solo gente allegra.
Non posso che essere felice…“
Non so che fine abbia fatto il palloncino, se sia esploso o sia finito in un angolo, felice, a sgonfiarsi piano piano rivivendo la sua vita straordinaria. Non era un privilegiato, non aveva particolari qualità o meriti. Ha avuto fortuna.
Ma il punto non è questo. Il punto è che il mondo è pieno di opportunità che a volte passano anche per strade inaspettate, lungo percorsi non stabiliti. A volte, anche chi non sembra predestinato può avere l’occasione di vivere una vita diversa, migliore.
L’abilità, la più importante, è quella di non chiuderci a riccio e non piangerci addosso ma di restare sempre vigili, con le antenne dritte. Capaci di cogliere i segnali positivi e non aver paura di saltare a bordo mentre il treno è in corsa, anche se non conosciamo la destinazione.
Nel video, la strofa degli Eugenio in Via Di Gioia dice:
[…] col tempo capire…
che dal nulla si nasce e nel nulla si arriva.
Si continua a cambiare di forma…
di aspetto…
Direi perfetta. Per puro caso… ma perfetta! 😉
