
Sito: Ciao. Benvenuto sul nostro sito di…
Manager: Sono una donna.
Sito: Ops. Mi hanno messo tutti i testi al maschile. Mi dispiace.
Manager: Non importa, ci sono abituata.
Sito: Ok, grazie.
Manager: Cioè, in realtà mi importa e mi infastidisce anche. Però direi che tu non puoi farci nulla.
Sito: Esatto. Purtroppo non sono in grado di cambiare ciò che c’è scritto. Che dici, proseguiamo comunque?
Manager: Vai.
Sito: Ciao. Benvenuto sul nostro sito di soggiorni turistici della Val Qualcosa. Cosa stai cercando? Puoi scriverlo qui, nella barra di ricerca.
Manager: Cerco una casa per due adulti e un cane, dal 5 all’12 febbraio.
Sito: Abbiamo 4 soluzioni che fanno al caso tuo. Due appartamenti con terrazzo e due chalet con giardino.
Manager: Mmm… iniziamo dagli chalet.
Sito: Il primo costa 600€ per tutta la settimana.
Manager: Sembra un buon prezzo.
Sito: È anche piuttosto spazioso. Ha due camere, una bella cucina ampia e due bagni, uno con la doccia e l’altro di servizio con solo lavabo e WC.
Manager: E l’esterno è spazioso?
Sito: C’è un piccolo portico riparato, con un dondolo e un tavolino per due. E poi un’area riservata allo chalet con il prato e un’altalena. Il tutto recintato con uno steccato.
Manager: Uh, il prezzo è buono, e dalla descrizione mi sembra faccia proprio al caso nostro.
Sito: Le prenotazioni sono possibili solo da sabato a sabato. Quindi non sarebbe dal 5 all’12 ma dal 4 all’11.
Manager: Mannaggia. Purtroppo posso solo da domenica 5, così perderei due giorni.
Sito: Puoi provare a contattare l’host attraverso la messaggistica del sito, la trovi in fondo alla scheda. Ma prima vediamo la seconda offerta.
Manager: Ok… ci posso provare.
Sito: Il secondo chalet non ha limitazioni di giorni, ma dal 5 all’12 costerebbe 850€. Rispetto al precedente è un po’ meno spazioso, ma ha un ingresso molto ampio, ha un bagno solo ma con l’idromassaggio. Ha un bel giardino privato, piccolino ma ben protetto da un muretto in pietra.
Manager: Mah, sembra solo più costoso. Non capisco perché.
Sito: La posizione è migliore, è al centro del paesino, in una piazzetta tranquilla ma comoda a tutto, per i negozi, il ristorante ecc.
Manager: L’altro è più lontano?
Sito: Un po’. Lo vedi bene dalla mappa. Devi fare 5 minuti a piedi in una stradina secondaria, un po’ scoscesa ma molto tranquilla.
Manager: Beh, 5 minuti di strada scoscesa sono un po’ impegnativi per me e Nocciola.
Sito: Ma no, è in piano, e solo sterrata e con qualche curva. Se guardi nella galleria immagine vedrai che si intravede nella foto che inquadra la casa da lontano, quella con il pino in primo piano sulla destra. Lì puoi anche sganciare Nocciola e lasciarla scorrazzare un po’ in libertà. Senza nessun rischio.
Manager: Grazie. Ma la stai facendo un po’ troppo facile. Io sono cieca.
Sito: Ah.
Manager: Non posso capire dalle immagini. Anche se hanno l’attributo <alt> la descrizione è piuttosto generica e poco accurata. La foto di cui parli credo sia questa che recita “Foto della casa vista dalla strada del paese”. Capisci anche tu che non mi posso rendere conto di molto. Anche se devo dire che onestamente quasi nessuno avrebbe descritto il sentiero e la presenza del pino. Sono cose a cui non si pensa, se ci vedi.
Sito: Già. Hai ragione. Mi dispiace ma non lo sapevo.
Manager: E come avresti fatto? Neanche tu mi vedi. Ahahah!
Sito: Ahaha!
Manager: Quindi anche la storia del lasciare il cane a scorrazzare non è tanto fattibile. Nocciola è il mio cane guida e mi serve per camminare più agevolmente. Nonostante questo su un sentiero sterrato avrei comunque molte difficoltà se ci sono pietre o sassi, il cane non mi segnala quel tipo di dettaglio.
Sito: Non ci avevo pensato, mi sa che questo chalet non è molto adatto alle tue esigenze.
Manager: Non potevi sapere neanche questo, non preoccuparti. Ci sono abituata. Il mio screen reader fa miracoli ma spesso voi siti siete ostici per me. Siete quasi sempre poco accessibili.
Sito: Lo so. Non sono un sito di una Pubblica Amministrazione, non sono obbligato a essere accessibile.
Manager: Però sei un sito turistico. Anche le persone con disabilità vanno in vacanza. Essere accessibili, almeno nella parte digitale, potrebbe anche essere una buona mossa commerciale oltre che etica.
Sito: Hai ragione. Di nuovo.

Manager: Se tu fossi più accessibile io sarei più autonoma a capire quale chalet è migliore per me. Pur partendo dal presupposto che nessuno di questi è un alloggio pensato per le disabilità, io mi posso adattare, lo faccio da tutta la vita, però più informazioni ho e meglio posso valutare. Ad esempio il secondo chalet ha molti punti a suo favore, a parte il prezzo, ma poi c’è un dettaglio fondamentale: solo cani di piccola taglia. E questo è un ostacolo insormontabile.
Sito: Eh già.
Manager: In realtà è insormontabile per chiunque abbia un cane grosso, ma io non posso lasciarlo a mia suocera o in pensione, a me serve che ci sia e che mi aiuti. È molto più importante del sentiero sterrato, a fare la spesa ci mando il mio compagno. Ahahahah!
Sito: Chiarissimo. Quindi non è solo questione di “tag” o di formattazione. Anche il contenuto è importante che sia accessibile.
Manager: La formattazione è importante, perché mi permette di leggere con una narrazione sensata, riuscendo a capire i titoli, i paragrafi e i sotto paragrafi e così via. Altrimenti è tutto piatto e tutto diventa difficile da capire.
Sito: E anche le descrizioni delle foto diventano molto importanti.
Manager: Sì, ma in tutti i sensi.
Sito: Cioè?
Manager: Cioè è importante che siano ben descritte pensando alle esigenze di chi non le vede. Ma anche segnalare che la foto “non è importante” può essere un’informazione che mi aiuta a non perdere tempo. Anche NON mettere la descrizione su un’immagine di riempimento (quindi inutile) mi aiuta, perché non interrompe la mia lettura.
Sito: Ah, interessante. Quindi ti aiutano tanto i contenuti, se sono utili, quanto la loro assenza, se sono inutili.
Manager: Sì, possiamo dire così. È anche questo un modo per rendere più accessibile un sito.
Sito: E per quanto riguarda i contenuti che forniscono informazioni? Dovremmo aggiungere che lo chalet è, o non è, adatto ai disabili?
Manager: Ahah! Qui il discorso si fa un pochino più impegnativo. Perché prima ancora di pensare all’accessibilità bisogna imparare a pensare alla disabilità. È una questione di SEN-SI-BI-LIZ-ZA-ZIO-NE!
Sito: Spiegami.
Manager: Per cominciare non dovresti dire “disabili” ma persone con disabilità.
Sito: Ok.
Manager: Per due motivi principali.
Il primo è che le persone sono persone e come tali si identificano. Io non sono la mia disabilità, io sono io.
Il secondo motivo è che la disabilità si determina in presenza di barriere che interagiscono con le condizioni di una persona.
Sito: Il primo è chiaro. Il secondo è più… impegnativo!
Manager: Certo, me ne rendo conto. Ti faccio un esempio con il sentiero del primo chalet. Se il sentiero fosse dritto e asfaltato io avrei pochissimi problemi a percorrerlo. Dopo un paio di volte potrei uscire anche con il mio bastone e lasciare davvero Nocciola libera di fare una corsetta. Quindi la mia disabilità sarebbe molto ridotta rispetto a un sentiero trafficato, con curve, buche e pietre. La disabilità è una condizione che si modifica a seconda del contesto.
Sito: Ecco dove sta la sensibilità. Nel pensare e capire questo concetto.
Manager: Esatto. È un approccio differente. Non devi guardare me, devi guardare l’intero contesto. Non è semplice e non è immediato. Ci vuole esercizio e attenzione.
Sito: Però è molto interessante.
Manager: Mi fa piacere che lo pensi. Ti stai già sensibilizzando.
Sito: Ahahah. Bene, ne sono felice. Anche se immagino che questo approccio non sia molto diffuso sui siti web e, in generale, sul mondo digitale.
Manager: Hai ragione. La cosa assurda è che chi affitta lo chalet se avesse questo approccio si renderebbe conto di poter ampliare parecchio il suo target. Se sapesse che l’accessibilità è il risultato dell’interazione tra una persona e la struttura potrebbe ottenere grandi risultati con pochissimo sforzo.
Sito: Wow, è vero. Ma come mai non ci pensa nessuno?
Manager: Te l’ho detto: SEN-SI-BI-LIZ-ZA-ZIO-NE!
Sito: Giusto. Me l’hai detto.
…
Cosa facciamo dunque con questi chalet? Io ti consiglierei di scrivere a entrambi i proprietari per chiedere uno spostamento di date o la possibilità di avere un cane più grosso. E poi deciderai.
Manager: Sì, penso che farò così.
Sito: Ti mando due mail separate con le schede in PDF delle due soluzioni e i recapiti. Ti aspetto qui per la conferma della prenotazione e ti auguro buona giornata.
Manager: Grazie, anche a te. Ci vediamo presto!
Sito: Ok. A presto.
“Per persone con disabilità si intendono coloro che presentano durature menomazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali che in interazione con barriere di diversa natura possono ostacolare la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su base di uguaglianza con gli altri.”
Convenzione Internazionale sui Diritti delle Persone con Disabilità (New York 25 agosto 2006), ratificata dalla Stato Italiano (e quindi divenuta legge) nel 2009 e dall’Unione Europea nel 2010.
Fonte: È facile parlare di disabilità (se sai davvero come farlo) di Iacopo Melio, Edizioni Centro Studi Erickson S.p.A – 2022.
🙏🏼 Immagine copertina “IN MY SHOES” di annathepug
