Nel Selvaggio West poche erano le certezze, ma se proprio ne cercavi una, allora dovevi cercare un Saloon. Un luogo dove prima o poi passava chiunque e dove ci si poteva dedicare alle attività più svariate. Nei grandi saloon si poteva bere, mangiare, trovare compagnia, giocare d’azzardo, ascoltare un pianista (senza sparargli, mi raccomando!) ma anche tenere processi, trovare lavoro e soprattutto fare affari.
Un centro nevralgico dove ogni attività poteva trovare un nuovo inizio e la giusta via.
I saloon nascevano ovunque ci fosse un insediamento, un crocevia, una pista dove passavano persone, merci e denaro. E dietro al bancone c’era la figura che faceva girare ogni cosa, il barista. Vedeva tutto, sapeva tutto di tutti, conosceva il luogo, le persone, le attività e persino i segreti. Aveva una posizione strategica e le informazioni per poter essere il punto di riferimento per chiunque e per qualunque attività.
Ma quella del saloon fu anche l’unica attività immancabile in ogni punto della frontiera, perché rappresentava anche il segnale tangibile del progresso, dell’espansione, della maturazione della società. Se c’era un saloon c’era valore.
Una figura centrale
Vedo molto Design OPS in questa figura dietro al bancone, attenta a scrutare e a comprendere, impegnata nel raccogliere e distribuire informazioni, concentrata nel far funzionare ogni cosa e a fare in modo che il business funzioni. Tutti i business, non solo il suo!
Il ruolo del gestore di un saloon è quello di far girare gli ingranaggi, oliarli per produrre efficacia ed efficienza, facendo in modo che tutti siano soddisfatti e abbiano soldi, e soprattutto tempo, da spendere.
Chi si occupa di Des OPS si dedica a molte di queste attività, con lo scopo di generare efficacia ed efficienza per il team di design, ma di conseguenza anche per aziende e stakeholder. In questo modo sostiene il business, crea tempo e risorse per fare innovazione, far crescere il gruppo di lavoro e generare automaticamente valore.
Non è una figura di design in senso stretto ma è il simbolo e il segno inequivocabile della crescita e della maturità di un team di design e del suo ruolo all’interno di un’azienda o un’agenzia.
Il podcast di Spaghetti Western
Qui si parla di frontiera pura. Si parla di un ruolo, di un approccio e di una metodologia che ha meno di dieci anni e che non è ancora catalogata o compresa appieno. Design OPS è la bandierina sulla mappa della crescita, indica consapevolezza, opportunità e voglia di prendersi un ruolo da protagonista nel mondo del design.
Ne ho parlato con Domenico Polimeno , padre putativo del Design OPS in Italia, che sottolinea quanto sia necessario avere il giusto mindset (che da noi non è ancora molto diffuso) e lo spiega nella nostra chiacchierata.
Abbiamo parlato delle origini del Des OPS, della UX maturity di designer e di contesti aziendali, di ambidestrismo e di rapporto tra efficacia ed efficienza.
Metto un paio di citazioni a caso per incuriosire e invogliare, e poi… la cosa migliore è ascoltare Domenico.
“Design Operators […] diciamo che è un po’ una specie di Balto per chiunque ha un po’ l’occhio da designer..”
“Non siamo ancora in una fase in cui possiamo dire di fare Des OPS […] ma nulla ci vieta di farlo.”
“Il design viaggia sempre molto più nel futuro, anche se è costretto a venire a patti con il presente.”
Ascolta il podcast 👇
Se non lo puoi o non lo vuoi ascoltare, puoi anche leggere il podcast grazie alle trascrizioni delle puntate.
Fuori onda
Ho chiesto a Dom di suggerire qualche risorsa o evento utili a diventare Design Operators con una marcia in più. Ecco la sua lista:
1) https://pat-bertini.medium.com/ (vabbè auto esplicativo, quello che Pat scrive sui canali digitali è veramente pazzesco)
2) The Service Organization un libro stupendo per capire come riprogettare il proprio lavoro a servizi!
3) Org Design for Design Orgs fondamentale come libro per chi vuole iniziare a fare esperimenti organizzativi super focalizzato sui team di design (hai i suoi anni ma è una pietra miliare)
4) Team Topologies ha un po’ di anni ma è davvero un’altra pietra miliare su come si compongono i team nel digitale.
5) Closing the Loop un libro sul system thinking che secondo me è fondamentale per aprire la mente.
A livello di comunità:
https://researchops.community/ e Design Ops italia, siamo ancora 4 gatti matti ma proviamo a parlare di cose di Design Ops!
E anche Domenico pecca di modestia e non mi ha citato Hey Dom!, la sua newsletter a 360° sul design, che sta diventando un punto di riferimento per tutta la comunità iyaliana di design.
