Quando due culture molto diverse si incontrano, molto spesso… si scontrano.
Accade da sempre, nella storia dell’umanità, ed è accaduto anche nel Selvaggio West in più occasioni. L’incontro/scontro più eclatante, ovviamente, fu quello tra i colonizzatori bianchi e il popolo dei nativi d’America. Se volessimo banalizzare potremmo dire i cowboy contro gli indiani.
Dico banalizzare perché la storia è molto più complessa, come sempre, e le divergenze culturali sono tra gli aspetti più delicati in un rapporto di reciproca scoperta che in teoria dovrebbe essere arricchente, ma il più delle volte si riduce a un gioco di forza dove perdono entrambe le parti. Anche se chi prevarica di solito ha l’errata convinzione di aver vinto.
Il calumet della pace
Esistono però momenti storici particolarmente illuminati in cui le culture si incontrano veramente, seppelliscono l’ascia di guerra e fumano il calumet, la Pipa della Pace dei nativi d’America.
L’analogia più diretta, girandomi verso la nostra frontiera del design, è quella con il Legal Design. Ovvero l’applicazione dell’approccio design thinking ai contenuti legali digitali.
Qui lo scontro culturale è ai massimi livelli poiché entrano in contatto culture, punti di vista, approcci e metodologie. Potremmo dire che si incontrano due caste.
Vedo già designer che storcono il naso e si indignano. E invece anche la nostra è una casta in cui ci riconosciamo e con la quale ci proteggiamo criticando l’incapacità di comunicare e di empatizzare di chi “sta fuori”. Rispetto alla “casta legale” facciamo solo meno paura perché ci manca lo spauracchio della legge e delle pene.
Eppure, alcune persone hanno immaginato un mondo in cui le due caste possono parlarsi, lavorare insieme e trarne reciproco beneficio. Alcune designer (ecco sì, di questo possiamo bullarci!) hanno iniziato ad applicare il design thinking al mondo legale, hanno stilato un Manifesto e hanno dato vita e forma a un approccio e a una metodologia che uniscono questi mondi e spezzano i sigilli delle caste.
Non è stato (e non è) semplice come compito ed è frontiera e pionerismo puro, ma è anche un grande simbolo di collaborazione e speranza verso un mondo in cui le barriere culturali non isolano ma si sgretolano.
Il podcast di Spaghetti Western
Non ho citato i Nativi a caso. La loro figura spirituale (capace di curare spirito e corpo) era lo sciamano, una persona in grado di mettere in contatto il mondo terreno e quello degli spiriti e della natura. Una figura mistica capace di comunicare a un livello che, di norma, sembra impossibile e fantastico.
Oggi ho parlato con una sciamana!
Ho parlato con Stefania Passera , che è proprio una di quelle designer che hanno stilato il Legal Design Manifesto, che è una pioniera delle pioniere e che la frontiera l’ha fatta.
Abbiamo parlato di Legal e Contract Design, di costo e capitale relazionale, di plain language e di manuali di istruzioni.
Metto un paio di citazioni a caso per incuriosire e invogliare, e poi… la cosa migliore è ascoltare Stefania.
“Certe brutture (nel design – ndr) vengono create perché non si sa fare di meglio…”
“In un mondo globalizzato dove un finlandese vuole vendere qualcosa a un brasiliano […] ci servono delle modalità di comunicazione più pragmatiche focalizzate al farsi capire.”
“Nel B2C ci vogliono persone illuminate nel dipartimento legale e marketing.”
Ascolta il podcast 👇
Se non lo puoi o non lo vuoi ascoltare, puoi anche leggere il podcast grazie alle trascrizioni delle puntate.
Fuori onda
Ho chiesto a Stefania di suggerire qualche risorsa utile ad approcciarsi al Legal Design. Ecco la sua lista:
- Contract Design Pattern Library (https://contract-design.worldcc.com/): tool essenziale di pattern ed esempi concreti per riprogettare e semplificare contratti, creata da me ed Helena Haapio
- Improving consumer understanding of contractual terms and privacy policies: evidence-based actions for businesses (https://www.bi.team/publications/improving-consumer-understanding-of-contractual-terms-and-privacy-policies-evidence-based-actions-for-businesses/): una guida pratica, basata su evidenze empiriche, su come presentare più efficacemente contratti consumer ed informative privacy.
- Un podcast ed uno Youtube channel, entrambi made in Finland, per avvicinarsi al legal design: Legal Design Podcast (https://www.linkedin.com/company/legal-design-podcast/?originalSubdomain=fi) e Legal Design Thinking IRL (https://www.youtube.com/playlist?list=PLy_Z-TRTj2IdvQn_plq23Q-mC2AXdW6NQ)
- Per chi proprio si vuole male e ha bisogno di leggere qualcosa di sostanzioso quest’estate, ci sarebbe anche la mia tesi di dottorato: Beyond the wall of contract text – Visualizing contracts to foster understanding and collaboration within and across organizations (https://urn.fi/URN:ISBN:978-952-60-7528-0)
Chicca finale da Stefania Passera : per chi volesse studiare legal design in italiano, organizzeremo un nuovo corso in autunno assieme agli amici di Ekita Lab. Tenere d’occhio il sito perché pubblicheremo presto il programma e le iscrizioni (https://www.ekitalab.com/)
