La frontiera è un posto scomodo, fatto di luoghi impervi e non adatti a tutte le persone.
Agli inizi della corsa al west molte furono le persone che non ce la fecero, che nemmeno arrivarono o che una volta lì finirono male. Del resto non si sarebbe chiamato Selvaggio West… Eppure, a piccoli passi e con tanta buona volontà la frontiera si evolse trasformandosi in un luogo più adatto alla vita “civile”.
A questa evoluzione contribuirono molti fattori come il tempo, l’ingegno, l’impegno e la tecnologia. Certo, lo so, anche i massacri, gli espropri e le prevaricazioni, ma stiamo parlando dei brutti e non ancora dei cattivi.
Un esempio di ingegno, impegno e tecnologia fu senza dubbio la ferrovia, un’invenzione che portò a collegare punti diversi e lontani permettendo a molte più persone di spostarsi a ovest per fare fortuna o almeno iniziare una nuova vita. Si potrebbe dire che il treno fu il primo mezzo di massa che rese la frontiera accessibile alle persone, alle merci e al business.
Corre, corre, la locomotiva.
La storia della nascita delle ferrovie non fu lineare, non fu semplice e non fu rapida. Ma fu inesorabile perché necessaria. E qui si iniziano a vedere i primi punti comuni con il mondo del design e l’ineluttabilità dell’inclusione e dell’accessibilità.
Le ferrovie nacquero autonomamente in posti diversi, piccole e brevi, tutte diverse e senza regole. Nascevano da necessità pratiche e commerciali, per spostare le materie prime, le merci e le persone. L’utilità di questa innovazione era davanti agli occhi di chiunque, e non ci volle molto (parliamo comunque di decenni) per comprendere la necessità di sincronizzare ed estendere questa tecnologia rendendola disponibile a un intero paese.
L’accessibilità, intesa come la tensione a rendere accessibili i contesti digitali, ha la stessa forza innovativa. L’accessibilità è necessaria, è inclusiva, collega le persone, rende possibili le interazioni, apre nuovi mercati ed espande la rete di collegamenti. È necessaria.
Anche la sua storia ha punti in comune con la strada di ferro poiché nasce come forza innovativa che supera le barriere (di qualunque tipo) e nasce spontanea. L’accessibilità inizia come pratica autonoma, poi sensibilizza e si espande, poi viene ratificata e inizia a normarsi. All’inizio degli anni 2000, in Italia, diventa una legge e si applica alla PA (la Pubblica Amministrazione) come prima frontiera, nel 2023 la legge include le grandi aziende, nel giugno 2025 avrà un respiro comunitario (European Accessibility Act), e nei prossimi anni sarà un requisito naturale.
Sto sognando? No, guardo la storia e vedo i segnali.
Il podcast di Spaghetti Western
La ferrovia è una grande invenzione ma è anche una grandissima infrastruttura, e per crearla sono necessarie persone che la immaginino, la progettino, la creino e la facciano evolvere. I tempi cambiano e dove prima si usava il vapore oggi si usa l’energia elettrica e la levitazione magnetica, le obliteratrici sono state sostituite dai check-in online e da Milano si arriva a Roma in tre ore.
Non c’è nulla di fermo e di statico, non c’è nessuna regola che non possa essere superata se l’obiettivo sono le persone e il risultato è fornire loro il miglior servizio (ed esperienza) possibile.
Ho parlato con Jacopo Deyla , Chief Delivery Officer di AccessiWay , che è proprio una di quelle persone che sul treno c’è salita dal primissimo giorno, che è ha abbracciato l’innovazione e non ha mai perso di vista l’obiettivo finale, a costo di cambiare percorso pur di arrivare.
Abbiamo parlato di Pubblica Amministrazione, di leggi, regole e norme, di inclusione e di widget per l’accessibilità.
Metto un paio di citazioni a caso per incuriosire e invogliare, e poi… la cosa migliore è ascoltare Jacopo.
“Mi piace molto la parola inclusione […] per me l’accessibilità è per le persone, non è il fine… il fine è l’inclusione.”
“Non si smette mai di fare accessibilità.”
“Non vorrei che l’esempio positivo sia multare le aziende […] bisogna cambiare la testa della gente (nelle aziende – ndr), non terrorizzarla.”
Ascolta il podcast 👇
Se non lo puoi o non lo vuoi ascoltare, puoi anche leggere il podcast grazie alle trascrizioni delle puntate.
Fuori onda
Ho chiesto a Jacopo di suggerire qualche risorsa utile ad approcciarsi all’accessibilità. Ecco la sua lista:
- Accessibilità e usabilità: normative e linee guida Italiane https://www.agid.gov.it/it/ambiti-intervento/accessibilita-usabilita
- WAI: Accessibilità su W3C, tutto quello che si deve sapere è qui https://www.w3.org/WAI/
- Webaim: risorse ed articoli, storica ma sempre di gran qualità, buona anche per beginners https://webaim.org/
- Risorsa di qualità per sviluppatori, anche sull’accessibilità https://developer.mozilla.org/en-US/docs/Learn/Accessibility https://www.w3schools.com/accessibility/
E come sempre completo io dove la modestia di amici e amiche morde il freno: consiglio vivamente questi due articoli di Jacopo, Accessibilità: lascia o raddoppia? e Come calcolare la percentuale di accessibilità. E prima di storcere il naso… pensate alle persone.
