Muoversi nei territori di frontiera, impervi e inesplorati non è cosa facile oggi, e non lo era nemmeno ai tempi del Vecchio West.
Sbagliare strada, perdersi e finire le provviste portava a una brutta fine. Conoscere il percorso giusto e amministrare il tempo era fondamentale per la buona riuscita di un viaggio, di una spedizione, di un’impresa. Questo era il lavoro per gli Scout, le guide che sapevano come muoversi nella frontiera e come sopravvivere.
La parola scout deriva dal francese “ecouter”, ovvero ascoltare. Saper ascoltare non è una semplice questione di udito ma si riferisce all’ascolto di ogni segno e segnale: una traccia, una nuvola, un soffio di vento o un rivolo d’acqua.
Non era un lavoro per tutti, richiedeva sensibilità ed esperienza, a volte anche intuito e creatività. Essere scout significava avere una grande responsabilità e muoversi con un’attenzione maniacale ai dettagli.
Leggi i segnali, segui le tracce.
Fare lo scout era un lavoro, dicevo. Ogni incarico aveva obiettivi di business ben precisi, richiesti dai datori di lavoro. Trovare la pista più breve, stanare una banda di fuorilegge, seguire una mandria di bisonti, analizzare il miglior terreno per una battaglia…
Saper ascoltare e leggere il contesto, e saper calcolare i tempi giusti, era il segreto per il successo.
Ed ecco che arrivano le performance e le persone che sanno leggere i segnali e battere i tempi per la giusta experience. Chi si occupa di performance management (e performance design) deve andare oltre l’experience e ascoltare gli utenti (le persone) anche dal punto di vista della percezione e delle aspettative. Un e-commerce non può SOLO funzionare, deve anche essere veloce, ricco e non lasciare mai tempi morti durante la fase di scoperta e valutazione.
Il podcast di Spaghetti Western
La valutazione delle digital performance è ancora una nicchia. In Italia sono poche le persone che se ne occupano in modo strutturato e supportate dalle aziende. Nella maggior parte dei casi impiegano il loro tempo a evangelizzare stakeholder e a diffondere il verbo.
Chi si occupa di performance management combatte quotidianamente per entrare all’interno dei processi e dei progetti, per aiutare a trovare la via più breve, più veloce e più efficace.
Persino chi fa design guarda queste figure con sospetto, a volte con fastidio: “oh ecco, adesso ci smonteranno l’experience perché è troppo pesante!”.
Dobbiamo capire che progettare non è un’esclusiva ma è un lavoro di squadra, che raggiungere il risultato non è un esercizio di stile ma un dovere nei confronti di clienti (prima) e aziende (dopo).
Ho parlato con Daniele, Performance Manager in Luxottica, che ha raccontato di come la strada per l’evangelizzazione e la cultura delle performance sia lunga, in salita e senza fine. Ma ha anche una componente creativa e può dare un sacco di soddisfazioni.
Abbiamo parlato Google Pillars, pensiero laterale, percorsi di crescita e cambiamenti culturali.
Metto un paio di citazioni a caso per incuriosire e invogliare, e poi… la cosa migliore è ascoltare Daniele.
“La sfida più grande è stata quella di creare una cultura delle performance […] ed è un lavoro continuo.”
“In due anni e mezzo di cambio culturale, direi 10% di parte operativa e 90% di evangelizzazione.”
“Siamo un elemento, forse, percepito come di disturbo, perché andiamo a intaccare il flusso normale all’interno di un progetto.”
“Tanto dipende anche da quanto gli altri team sono mentalmente predisposti ad accettare questo requisito (inserire la performance analysis nei processi – ndr).”
Ascolta il podcast 👇
Se non lo puoi o non lo vuoi ascoltare, puoi anche leggere il podcast grazie alle trascrizioni delle puntate.
Fuori onda
Ho chiesto a Daniele di suggerire qualche risorsa utile ad approcciarsi all’accessibilità. Ecco la sua lista:
Eventi
https://perfnow.nl/ il master of commander europeo (ma forse anche mondiale ormai) sulle performance
Articoli
https://web.dev/articles/vitals definizione dei (core) web vitals
https://web.dev/learn/performance una raccolta di articoli sul tema, con tanto di casi di studio e snippet da usare, fornita da Google in persona
https://developer.chrome.com/docs/performance raccolta di articoli sul tema e molto più tecnici, sempre by Google
https://www.debugbear.com/blog blog ricco di articoli, legato al tool DebugBear (vedi sotto)
Influencers su Linkedin
Barry Pollard https://www.linkedin.com/in/tunetheweb/
Gilberto Cocchi https://www.linkedin.com/in/gilbertococchi/
Tim Vereecke https://www.linkedin.com/in/timvereecke/
Arjen Karel https://www.linkedin.com/in/arjenkarel/
Tool
https://www.webpagetest.org/ tool per test sintetici (simulazioni di navigazione pagine sotto reti diverse e device diversi)
https://tamethebots.com/tools/cwv-history per il monitoring dei Core Web Vitals – RUM, real user measurements (dati reali)
https://www.debugbear.com
E al solito, tocca a me suggerire le risorse dirette dei miei ospiti. Ecco una serie di post FONDAMENTALI per chi vuole iniziare a capire qualcosa di performance management (sì, lo so Dani, non sono super aggiornate, ma sono comunque utilissime!):
Pillole di Performance – 0
Pillole di Performance – 1
Pillole di Performance – 2
Pillole di Performance – 3
Pillole di Performance – 4
Pillole di Performance – 5
Pillole di Performance – 6
Pillole di Performance – 7
Pillole di Performance – 8
Pillole di Performance – 9
Pillole di Performance – 11
Pillole di Performance – 12
Pillole di Performance – 13
Pillole di Performance – 14
Pillole di Performance – 15
Pillole di Performance – 16
Pillole di Performance – 17
Pillole di Performance – 18
Pillole di Performance – 19
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Pillole di Performance – 21
Pillole di Performance – 22
Pillole di Performance – 23
Pillole di Performance – 24
Pillole di Performance – 25
Pillole di Performance – 26
Pillole di Performance – 27
Pillole di Performance – 28
Pillole di Performance – 29
